Raccolta differenziata: come si dovrebbero ripartire le spese in caso di sanzione.

In tal senso la giurisprudenza si esprime ormai da anni.

In una delle più significative pronunce sull’argomento, la Corte di Cassazione ha avuto modo di affermare che “l’assemblea non può porre a carico del singolo condomino alcun obbligo risarcitorio, né a tale titolo imputargli alcuna spesa.

Tale spesa va provvisoriamente ripartita secondo gli ordinari criteri tra tutti i condomini, fermo restando il diritto di costoro di agire, singolarmente o per mezzo dell’amministratore, contro il condomino da essi ritenuto effettivamente obbligato, per ottenere da lui il rimborso di quanto indebitamente anticipato.

Fino a quando l’obbligo risarcitorio del singolo non risulti accertato (il che si verifica, appunto, per effetto del riconoscimento dell’interessato o a seguito della pronunzia del giudice) l’assemblea non può disattendere l’ordinario criterio di ripartizione né disapplicare la tabella millesimale, ma è tenuta ad osservare la regola generale stabilita dall’art. 1123 cod. civ., secondo cui ogni addebito di spesa deve essere effettuato in base alla quota di partecipazione di ciascun condomino alla proprietà comune, e cioè in base ai millesimi” (Cass. 22 luglio 1999 n. 7890).

Più chiara di così la Cassazione non poteva essere: se c’è un danno e questo danno non è riconosciuto da alcuno dei condòmini come conseguenza di una propria azione/omissione, l’assemblea non può imputarne il costo a chi ritiene responsabile, ma deve ripartire la spesa secondo gli ordinari criteri previsti dalla legge o dall’accordo tra le parti fintanto che, eventualmente, non intervenga una sentenza di condanna.

Ciò vale anche nell’ipotesi di sanzioni amministrative per la violazione delle regole dettate in materia di conferimento dei rifiuti, sanzioni che per i condòmini in regola rappresentano indubbiamente un danno. Nel caso in esame, in assenza di indicazioni regolamentari pattizie, la spesa va ripartita tra tutti i condòmini interessati dal servizio sulla base dei millesimi di proprietà.

Unica eccezione all’assenza di autodichia in condominio è rappresentata dalle sanzioni pecuniarie previste per l’inosservanza del regolamento condominiale. Il tal caso è la legge – art. 70 disp. att. c.c. – a prevedere in capo all’assemblea uno specifico potere sanzionatorio.

Forse che sia consigliabile, quindi, inserire nel regolamento delle sanzioni per la violazione dell’uso delle cose comuni, in questo caso dei bidoni per la raccolta differenziata dei rifiuti?

Potrebbe essere una soluzione, fermo restando che anche per la sanzione erogata dall’assemblea debbono esistere idonei elementi fattuali che legittimo una scelta del genere.

 

Fonte http://www.condominioweb.com/se-il-condominio-viene-sanzionato-per-una-errata-raccolta-differenziata.13623#ixzz4gwr4KuZd
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